Cellula vegetale: cos’è, struttura e modellino

disegno cellula vegetale

Grazie alle sue caratteristiche particolari, è possibile distinguere la cellula vegetale da quella animale, grazie anche alle strutture da cui è composta, facilmente individuabili attraverso il disegno della cellula, oppure un modellino, che può tornare particolarmente utile in fase di studio.

Infatti, la cellula di tipo vegetale ha una struttura composta da plastidi, una parete cellulare e vacuoli. Tutti questi strati costituiscono le parti fondamentali per creare la cellula, come la parete della cellula, il rivestimento più esterno che serve da protezione e da involucro duro, costituito principalmente dalla cellulosa.

Grazie alla sua rigidità è fondamentale per riuscire a sostenere e proteggere la cellula di tipo vegetale, anche se non è molto permeabile, non consentendo in questo modo nel migliore dei modi il giusto scambio tra le varie cellule.

Per rimediare a questa mancanza della cellula, dei minuscoli buchi sul suo rivestimento permettono gli scambi nel modo migliore. Conosciuti con il nome di plasmodesmi, sono indispensabili per riuscire a far si che la membrana e la parete della cellula vengano attraversate, supportando in questo modo la comunicazione ottimale tra i citpolasmi.

All’interno dei vegetali, le cellule possono avere alcune variazioni riguardo alla tipologie delle loro pareti, modificano non solo la propria composizione, ma anche l’aspetto, riuscendo in questo modo a rispondere alle differenti esigenze e funzioni della quale i tessuti da cui sono ospitate possono aver bisogno, a seconda anche della propria posizione.

Ad esempio, nel caso della cutina sarà necessaria una maggior traspirazione dei tessuti, modificando in questo modo la sua superficie più esterna di alcune tipologia di piante, come quelle ospitate negli ambienti aridi o desertici.

Cos’è la cellula vegetale

Un’altra parte fondamentale di questa tipologia di cellula, è rappresentata dal vacuolo, una grande vescicola che termina con una membrana, che somiglia molto a quella delle cellule, conosciuta anche con il nome di tonoplasto. Al suo interno contiene dell’acqua e anche delle sostanze che si possono ritrovare all’interno del citoplasma; come alcaloidi, oli essenziali e inulina.

In base a che tipo di cellula stiamo analizzando, le sostanze del citoplasma possono essere differenti e comporsi in diversi modi. Il vacuolo, quindi, è come una sorta di deposito, indispensabile per riuscire a contenere e immagazzinare al suo interno le varie sostanze di rifiuto create dalla cellula, oppure quelle di riserva, importantissime per riuscire a mantenere nel migliore dei modi l’equilibrio tra la cellula e tutto ciò che la circonda.

In base all’età cellulare, i vacuoli possono avere una quantità e delle dimensioni diverse. Tra gli altri elementi fondamentali che troviamo a comporre i vegetali e le loro cellule, troviamo i cloroplasti e i plastidi.

All’interno della cellula dei vegetali, il citoplasma come detto è composto da varie sostanze, ma anche a sua volta di piccoli organi, che sono presenti anche all’interno della cellula animale, come nel caso del nucleo, dei ribosomi, gli endoplasmatici e i mitocondri, all’interno di quelle vegetali troviamo i plastidi.

Dentro i plastidi, a loro volta, è possibile trovare altre tipologie di organelli, leggermente colorati e pigmentati, come nel caso delle clorofille e dei carotenoidi, che possono essere molto verdi o rossi aranciati, donando in questo modo ai vegetali il loro colore caratteristico.

Da cosa è composta al suo interno

Quando all’interno di alcuni plastidi troviamo la clorofilla, i plastidi prendono il nome di cloroplasti, donando alle cellule anche la proprietà di poter eseguire la fotosintesi clorofilliana, una sintesi chimica che i vegetali riescono a fare in modo completamente autonomo, donando alla pianta in questo modo alcune sostanze vitali per il suo sviluppo e la sua crescita.

Per eseguire la fotosintesi clorofilliana, il vegetale e le sue cellule sfruttano direttamente la luce solare e alcuni composti di tipo inorganico che è possibile ottenere direttamente attraverso l’atmosfera, come l’anidride carbonica, oppure dalla terra, come preziosi Sali minerali e  l’acqua.

Grazie a questi elementi e altri delicati processi di tipo biologico e chimico, si ottiene la fotosintesi clorofilliana, ottenuta sommando tra di loro:

  • glucosio
  • ossigeno
  • anidride carbonica
  • acqua.

Questo procedimento così delicato e preciso avviene all’interno dei mitocondri, che operano delle cellule come delle vere e proprie centrali di energia, indispensabili per riuscire a ottenere, smaltire e anche lavorare varie tipologie di sostanze nutrienti indispensabili per la cellula, i cloroplasti, infatti, riescono ad assimilarle in questo modo, oltre che fabbricandone altre.

I cloroplasti, insieme ai mitocondri, sono delle strutture indispensabili all’interno delle cellule, avendo anche un dna proprio, che riesce in modo completamente autonomo a replicarsi, trasmettendo in questo modo grazie ai gameti tutte le informazioni necessarie alle nuove cellule appena formate, come da genitore a figlio.

A loro volta, i cloroplasti sono divisi tra di loro da una membrana doppia, la cui parte interna viene piegata in modo appiattito, permettendo l’interconnessione tra di loro. Questa formazione di membrane piatte viene chiamata tilacoide, che si trova a sua volta immersa all’interno di una sostanza senza forma: lo stroma.

I vari elementi che la compongono

All’ interno dello stroma, si trovano degli enzimi, indispensabili per riuscire a fare la fotosintesi durante la sua fase oscura.

Grazie a un modellino di cellula di tipo vegetale, inoltre, è possibile notare che al suo interno sono contenuti anche molti plastidi, composti da alcuni pigmenti rossi e gialli, chiamati comunemente cromoplasti, che al loro interno contengono delle sostanze che la cellula utilizza come riserva, come gli amiloplasti, utilizzati per gli amidi.

A differenza della cellula animale, quella vegetale al suo interno ha una struttura unica, come una parete e degli organuli, come i cloroplasti e altri plastidi o i vacuoli. La struttura della parete della cellula nella parte più esterna è composta da una membrana di plasma, costruita per la maggior parte da cellulosa e polisaccaridi.

Questa membrana esterna della cellula è indispensabile per dargli una forma, oltre che riuscire a sostenerla nel modo corretto, inoltre permette di avvolgere doppiamente i plastidi, conosciuti con il nome di cloroplasti, leucoplasti o cromoplasti in base alla tipologia di colore che assumono.

Nello specifico, i cloroplasti servono per rifornire nel modo corretto di energia la cellula, prendendo la luce del sole durante la fotosintesi clorofilliana, che può avvenire grazie al colore verde al suo interno: la clorofilla.

Le proprietà della clorofilla e della fotosintesi clorofilliana

La clorofilla è contenuta all’interno del tilacoide, una membrana, e nello stroma, all’interno del citoplasma. I tilacoidi vengono impilati uno sull’altro, formando i grani dalla forma oblunga. In questo modo, riescono nel miglior modo possibile a catturare l’energia del sole, potendo in questo modo utilizzarla per la sintesi del glucosio attraverso il diossidio del carbonio e dell’acqua.

In questo modo, anche i mitocondri e i cloroplasti, grazie al loro dna unico all’interno dei ribosomi, con un tipico pigmento rosso, conosciuto con il nome di carotene, offrono questo colore ad alcuni vegetali o frutti. Questa pigmentazione particolare permette anche di attirare insetti e uccelli, permettendo in questo modo il processo dell’impollinazione.

A differenza di questi, i leucoplasti non hanno al loro interno alcuna tipologia di pigmentazione, facendo apparire bianco qualsiasi vegetale che li contenga, come le patate, che riescono a ottenere le sostanze di cui hanno bisogno dall’amido al loro interno, ottenuto direttamente dalla sintesi degli zuccheri attraverso una specifica fotosintesi.

L’acqua all’interno dei tuberi, ad esempio, viene accumulata nei vacuoli, delle specifiche cavità che permettono l’accumulo dei nutrienti necessari per i vegetali, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti.

La struttura della cellula

Una specifica che si può osservare dal disegno della struttura di una cellula di tipo vegetale, è che all’interno di questa tipologia di cellula la maggior parte delle volte è presente un solo vacuolo, molto grande, riuscendo in questo modo a contenere una maggior quantità di acqua al suo interno, fino al 100% del suo volume la maggior parte delle volte, contribuendo in questo modo alla durezza e alla turgidità della cellula.

È importante sapere, che la cellula per definizione è l’unità minore che costituisce qualsiasi organismo, alcuni ne hanno solo una, come i protozoi e i batteri, che vengono chiamati quindi per questa ragione unicellulari.

Invece, gli uomini e gli animali sono pluricellulare. All’interno dei gruppi degli elementi pluricellulari vengono considerati i più importanti gli animali, i funghi e i vegetali.

Le cellule, di qualsiasi tipologia esse siano, vengono accumunate da un’uniformità del proprio carattere, poi il numero all’interno di ogni organismo può aumentare o diminuire, formando in questo modo le sue sembianze, l’altezza, la grandezza, ma anche le varie funzioni di cui quell’organismo è capace.

Le cellule non formano unicamente le sembianze esterne di ogni organismo, ma sono fondamentali anche per le parti interne, gli organi, i tessuti, le ossa, e molto altro, modificando la propria forma in base a ciò che devono andare a costituire, che sia del regno animale o vegetale. Il significato di cellula e a cosa servono negli esseri viventiIl termine cellula deriva dal termine latino per indicare una cameretta, detta anche piccola cella.

In base alla sua contestualizzazione, la parola può indicare vari termini, ma in biologia il termine non può essere in alcun modo confondibile.Il termine biologico per indicare cellula, si definisce come un’unità di tipo fisiologico e morfologico di base per qualsiasi tipologia di organismo, che sia vegetale o animale, che non supera una certa dimensione di diametro.

Possiamo immaginarci le cellule come se fossero dei mattoncini lego, ogni cellula quindi è indispensabile per riuscire a svolgere una determinata funzione, avendo delle forme e delle dimensioni differenti.

Differenze tra le cellule

Le cellule animali e quelle vegetali, di differenziano tra di loro per alcune caratteristiche particolari, prima di tutto quella animale solitamente ha delle dimensioni molto minori di quelle vegetali, fino a 30 micron, mentre quella vegetale può arrivare fino a 100, raddoppiando di 10 volte le proprie dimensioni rispetto a quella animale.

Inoltre, quella vegetale solitamente è molto rigida grazie alla presenza della cellulosa all’interno della sua membrana, rendendola quindi cubica. La forma della cellula animale invece, può avere una forma variabile in quanto non possiede una vera e propria struttura.

Il vacuolo della cellula di tipo vegetale è molto grande; infatti, può arrivare a comporre anche lo spazio totale all’interno della cellula, contenendo al suo interno le proteine, l’acqua e lo zucchero necessario alla cellula le sue normali funzioni vitali, e anche i cloroplasti e la clorofilla sono contenuti unicamente in quelle vegetali, permettendo così la fotosintesi

Punti in comune tra le cellule animali e vegetali

Ma le due tipologie di cellule hanno anche vari punti che le accomunano: entrambe possiedono un nucleo, ciò che forma la parte al centro della cellula, dov’è contenuto il dna e viene separato della membrana nucleare dal citoplasma.

Entrambe le cellule possiedono al loro interno degli organi molto piccoli, indispensabili per riuscire a sintetizzare le proteine, conosciute con il nome di ribosomi, oltre che servire per decodificare l’rna e formare in questo modo gli amminoacidi.

L’unico modo che possiedono le cellule per riuscire a modificare e ottenere le proteine nel modo corretto, potendo in questo modo riuscire a modificarle continuamente, è grazie all’organo al loro interno chiamato apparato di Golgi, come per i mitocondri, indispensabili per l’attività metabolica di entrambi i tipi di cellula.

Inoltre, entrambe le cellule possiedono un sistema composto da neomembrane, indispensabile attraverso i ribosomi per la sintesi delle proteine, oltre a un citoscheletro per mantenere la struttura cellulare e permettere il suo movimento.