Integratore di GABA: benefici ed effetti

Benefici e proprietà dell'integratore GABA - lwo

L?integratore di GABA è un prodotto utilizzato spesso al giorno d’oggi, in quanto apporta numerosissimi benefici al corpo e alla mente: quando si parla di GABA si fa riferimento all’acido gamma amminobutirrico. Questo acido fa parte della famiglia degli amminoacidi non protoinogenici, e questo significa che esso non viene usato per sintetizzare le proteine: il corpo lo utilizza per altri scopi.

Il GABA è in realtà un neurotrasmettitore che viene utilizzato al fine di influenzare moltissimi aspetti che riguardano la salute, specialmente in merito alla stabilità emotiva: l’acido è infatti in grado di limitare e regolare l’attività neuroelettrica. Quando non è presente questo acido si potrebbe perdere il controllo di quelli che sono gli impulsi elettrici mandati dal cervello, e di conseguenza soffrire di crisi epilettiche.

Essendo un neurotrasmettitore inibitore, il GABA è un acido che è molto attivo all’interno del cervello: nell’essere umano almeno la metà delle sinapsi contengono questo acido al loro interno. Da ciò ne consegue che la trasmissione di alcuni stimoli può essere inibita da questo acido particolare: molti studi hanno evidenziato che questo acido non è presente solamente nel cervello, ma anche nel tratto gastrointestinale.

Effetti dell’integratore di Gaba

I neuroni che sono presenti all’interno del corpo, affinché essi possano inviare i segnali al suo interno, hanno bisogno di essere in comunicazione l’uno con l’altro: solo questo permette la trasmissione degli stimoli all’interno del corpo. Ovviamente, dal momento in cui i neuroni non sono collegati in modo naturali tra di loro, è possibile favorire la loro comunicazione attraverso i neurotrasmettitori.

Al termine di ogni neurone è possibile trovare un piccolo intervallo che prende il nome di sinapsi: al fine di comunicare con il neurone successivo, il segnale che viene emesso necessita di attraversare questo spazio minuscolo. Questo processo prende il nome di neurotrasmissione: un neurotrasmettitore viene prodotto dall’assonico in seguito al raggiungimento di un certo livello di energia da parte delle sinapsi.

Quando una sinapsi viene raggiunta da parte di un segnale elettrico, diventa possibile l’emissione di minuscole bolle che prendono il nome di vescicole: al loro interno sono presenti i già menzionati neurotrasmettitori. Nel momento in cui le vescicole sono prodotte esse vengono poste nello spazio che si trova tra le sinapsi, nel luogo in cui i neurotrasmettitori si spostano nella direzione delle cellule vicine.

Queste cellule sono quelle che contengono i recettori che si legano ai neurotrasmettitori.

Proprietà principali del Gaba

Il funzionamento dei neurotrasmettitori è dei recettori si basa su quello che viene chiamato il principio della chiave e della sua serratura: per quanto riguarda l’integratore di GABA, questo porta al fatto che esso può legarsi solamente ad un recettore di tipo GABA. Nel momento in cui il neurotrasmettitore si collega al recettore transmembrana, si può creare uno stato di eccitazione nel recettore, oppure un’inibizione.

Questo particolare fenomeno si verifica nel momento in cui varia la carica elettrica che si trova all’interno del neurone postsinaptico, attraverso la presenza di alcuni ioni cloruro che sono caratterizzati da una carica negativa oppure attraverso ioni potassio che vengono caricati in modo positivo. Grazie alla presenza del GABA non vengono attivati degli altri potenziali di azione all’interno dei neuroni: questo avviene tramite il processo di iperpolarizzazione.

A questo punto, viene cambiata la permeabilità della membrana per gli ioni potassio e gli ioni cloruro: ciò causa un’apertura dei canali corrispondenti e la diffusione del cloruro all’interno o del potassio all’interno di esso. Quando avviene il movimento degli ioni la membrana ed il suo potenziale diminuiscono, e ciò porta il potenziale di azione a non essere continuo: questo causa l’interruzione del segnale.

Carenza di GABA nell’organismo

Ci sono diverse situazioni che possono portare alla necessità di assumere un integratore di GABA: probabilmente, questo non viene assunto a sufficienza attraverso l’alimentazione oppure ci sono problemi di tipo neurologico. Si è visto che il GABA svolge un effetto inibitorio, e questo inizialmente potrebbe sembrare una cosa negativa, ma in realtà si tratta di una cosa positiva sia per il corpo che per il cervello.

Entrambi, infatti, ad un certo punto, è necessario che essi si spengano per un po’: un continuo stato di eccitazione e di attività porta ad uno stress delle cellule nervose. Nel momento in cui avviene uno squilibrio a livello della chimica cerebrale, si possono vivere delle conseguenze davvero spiacevoli: ci sono numerose conseguenze che si possono vivere quando si ha una carenza di GABA.

Tra i sintomi di una carenza è possibile menzionare l’irritabilità, il panico, la mancanza di concentrazione, gli sbalzi di umore, l’insonnia, rigidità oppure dolore ai muscoli, freddo, mani sudate, mal di testa e addirittura sindrome di stanchezza cronica. In base a quanto emerso da alcuni studi, c’è un vero e proprio collegamento tra quelle che sono alcune malattie neurologiche e dei livelli bassi di questo acido nel cervello: ecco a cosa serve il GABA.

In quali alimenti è contenuto

Generalmente, il GABA è un prodotto che l’organismo è in grado di sintetizzate, ma ci sono sicuramente alcuni alimenti ottimi che possono supportare la produzione di questo acido da parte del corpo. Tra gli alimenti che contribuiscono alla produzione di questo acido è possibile menzionare la frutta a guscio, come le nocciole, le mandorle e le noci, il fegato di manzo, le banane, il riso integrare ed i broccoli.

Ci sono anche altri prodotti che si possono consumare e che favoriscono la produzione di GABA, come ad esempio le lenticchie, tutti i prodotti integrali, l’ippoglosso, la crusca di riso, gli agrumi, gli spinaci e la crema di riso. Numerosi studi hanno poi confermato la presenza di questo acido all’interno di germogli e germi: non a caso esso è contenuto all’interno di fagioli, di orzo e di riso,

Questo si spiega con il fatto che il GABA viene prodotto dal glutammato attraverso l’azione di alcuni processi enzimatici: nel corso della germinazione, il glutammato è molto attivo. In aggiunta a ciò, il GABA viene prodotto anche da alcuni ceppi del lactobacillus: in particolare, il kimchi contiene un grande contenuto di GABA.

Controindicazioni del GABA come integratore

Il GABA, quando viene assunto sotto forma di integratore alimentare, non presenta particolari controindicazioni a patto che sia assunto seguendo le dosi raccomandate dal proprio medico. Se però si avvertono dei problemi o degli stati fisici anomali durante la sua assunzione, allora è necessario contattare il proprio medico e procedere con degli accertamenti.

Gli effetti di questo integratore potrebbero essere influenzati da alcuni principi attivi e da particolari integratori alimentari: ecco perché bisogna fare attenzione ad abbinare l’assunzione del GABA come integratore con altri integratori. In primo luogo, la niacina, che è la vitamina B3 non deve essere assunta insieme agli integratori di GABA, così come anche la taurina, che è un amminoacido di cui il cervello è ricchissimo.

Successivamente, anche la passiflora, che in campo erboristico viene usata per contrastare ansia, dolori nervosi, insonnia, disturbi epilettici e ADHD, non va assunta in concomitanza all’integratore di GABA. Andando avanti, il magnesio è un’altra sostanza che si consiglia di non assumere in concomitanza con il GABA, anche se si tratta di una sostanza della quale moltissime persone nei paesi industrializzati sono carenti.

In conclusione, si ricorda sempre di consultare i proprio medico di fiducia per capire se l’integratore di GABA è qualcosa che può servire e se è adatto al proprio quadro clinico.