Risvegli notturni: cause, rimedi e come combatterli

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I risvegli notturni sono abbastanza comuni in tutto il mondo, e sicuramente rendono il riposo molto meno soddisfacente e più spezzettato: ci sono tuttavia alcuni metodi per contrastarli. La qualità e la quantità del riposo sono indubbiamente importantissimi: ad esempio, l’Organizzazione della Sanità Mondiale consiglia di dormire almeno sette oppure otto ore ogni notte per rimanere in salute.

Non solo il tempo è importante al fine di ricaricare le energie, ma anche la qualità del sonno: esso deve essere continuo, stabile (quindi privo di interferenze ed interruzioni) ma soprattutto profondo. Al fine di rendere il proprio sonno soddisfacente e soprattutto ristoratore, è necessario che non si verifichino al suo interno delle pause, lunghe o breve che siano: quando avvengono dei piccoli risvegli, il giorno dopo si avvertirà stanchezza e spossatezza.

Numerose ricerche dimostrano che esiste una stretta correlazione tra quella che è la qualità e la continuità del proprio riposo: ad esempio, se non ci si risveglia durante la notte, allora il sonno può essere giudicato sicuramente ristoratore. D’altro canto, quando il sonno si interrompe o è spezzettato, ci sono moltissime conseguenze come la sonnolenza diurna, la spossatezza fisica e mentale: in questa guida ci sono alcuni consigli su come contrastare questa condizione.

Risvegli notturni e continuità del sonno

Indubbiamente il sonno è una componente importantissima della vita, ed è necessario che il riposo sia soddisfacente affinché si rimanga in uno stato di buona salute: a tal proposito, è necessario parlare della continuità del sonno e delle sue fasi. Molti ignorano che in realtà il sonno non è lineare, ma è composto di diverse fasi: la fase non REM e la fase REM, le quali devono assolutamente essere presenti ogni notte.

La prima fase è quella non REM e si caratterizza di un aumento della profondità del sonno: questa fase occupa circa il 75% o addirittura l’80% delle ore di sonno negli individui di età adulta: la fase REM invece occupa il 20% delle ore di riposo. C’è da dire che queste due fasi non avvengono solamente una volta a notte, ma si susseguono una dopo l’altra completando circa 5 o 6 cicli ogni notte: ognuno di essi dura dai 90 ai 100 minuti.

Quando ci si mette a letto e si prende sonno, la prima parte del riposo è senza dubbio quella più profonda: è molto raro avere dei risvegli notturni nel corso di questa prima fase. Una volta passate le prime tre ore di riposo, il sonno si fa più leggero, ed è per questo che si possono verificare dei continui risvegli notturni, causati da fattori che possono essere interni o esterni.

Cause dei risvegli notturni in adulti e bambini

I risvegli notturni possono verificarsi sia nei soggetti di età adulta che nei bambini: questi avvengono solitamente dopo le prime tre ore di sonno, in quanto il riposo si fa più leggero ed è quindi più facile svegliarsi. Molti sono i fattori che possono causare i risvegli notturni, e tra questi è possibile menzionare alcuni disturbi del sonno, come la sindrome delle gambe senza riposo oppure l’apnea ostruttiva del sonno.

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Ci sono poi delle condizioni di natura medica che portano ad una frammentazione frequente del sonno, come ad esempio la minzione frequente nel corso della notte, il dolore, alcuni problemi ormonali, neurologici ed ormonali. Inoltre, i risvegli notturni possono essere causati anche dall’assunzione di alcuni farmaci, i quali spesso interferiscono con il riposo: in altri casi, i risvegli sono causati dalla necessità di assumere dei farmaci nel corso di una terapia.

Ad incidere sulla continuità del sonno c’è poi anche lo stress, che può essere causato dalla propria vita personale oppure professionale: oltre ad interruzioni del sonno, lo stress può portare anche ad avvertire ansia, preoccupazione e malessere. Inoltre, quando si hanno molti pensieri per la testa durante i propri risvegli notturni, allora si potrebbe addirittura avere difficoltà a tornare a dormire in seguito al risveglio.

Alcuni fattori di rischio

Oltre alle cause già illustrate, ci sono anche numerosi fattori di rischio che possono portare ad avere un sonno spezzettato e ricco di risvegli notturni: tra questi, la presenza di neonati oppure di bambini piccoli. I genitori che devono prendersi cura di bambini molto piccoli, oppure di persone disabili e malate, spesso vengono svegliati nel corso della notte per accertarsi dello stato delle persone assistite.

I risvegli notturni sono inoltre tipici in età senile, in quanto gli anziani trascorrono molto più tempo facendo un sonno leggero, e sottraendo ore a quello pesante: questo è un cambiamento nella routine del sonno che porta ovviamente a numerosi disturbi. Il ritmo circardiano, ovvero l’alternanza tra sonno è veglia, può essere alterato anche da una diversa esposizione a quella che è la luce del giorno: questo capita spesso alle persone che soffrono di jet leg o che si trovano in paesi dove il sole brilla fino a notte fonda.

Infine, ad incidere sulla continuità del sonno c’è anche lo stile di vita: un consumo smodato di caffeina o di alcol, la presenza di dispositivi elettronici nel letto oppure dei programmi di sonno polifasico possono portare allo sviluppo di un sonno frammentato. Inoltre, se c’è troppa luce o troppo rumore nella stanza nella quale si riposa, allora si potrebbero avere risvegli notturni.

Conseguenze comuni

Non ci sono dubbi che un sonno frammentato e non soddisfacente causi alcune conseguenze che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni: un sonno ricco di risvegli ha un forte impatto sia sulla salute fisica che su quella mentale. In primo luogo, coloro che soffrono di risvegli nel corso della notte non riposano a sufficienza: la conseguenza primaria è sicuramente la sonnolenza diurna il giorno dopo.

La sonnolenza diurna porta ad una riduzione nella qualità delle proprie performance, che si vada a scuola oppure a lavoro: causa inoltre distrazione e incidenti quando si guida o durante l’utilizzo di particolari macchinari. Numerosi studi hanno poi constatato che la continuità del sonno è necessaria affinché si abbia una buona memoria, lucidità di pensiero e soprattutto attenzione nel processo decisionale.

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I molti disturbi del sonno possono causare problemi di umore, come stress, irritabilità, ansia e depressione, ma anche stanchezza, rallentamento nei pensieri, minore reattività, un calo dell’attenzione e della concentrazione. Il sonno ricco di risvegli ha ripercussioni anche sul benessere fisico, in quanto si corre il rischio di manifestare alcune malattie di tipo cardiovascolare, problemi metabolici ed addirittura aumento di peso.

Rimedi per i risvegli notturni

Le cause e le conseguenze dei risvegli nel corso della notte, come si è constatato, sono veramente molti: altrettanti sono però i rimedi che si possono mettere in atto per sconfiggere i risvegli notturni. Un primo consiglio è quello di andare a letto sempre alla stessa ora ed impostare la sveglia sempre alla stessa ora: bisogna pianificare il tempo di riposo in base a quelle che sono le energie che si sono consumate durante il giorno.

Inoltre, seguire una routine ben precisa e costante prima di coricarsi aiuta a regolarizzare anche il sonno: a tal proposito, un programma regolare può essere una soluzione adeguata. Prima di dormire, quindi, si consiglia di trovare alcune strategie di rilassamento come leggere, fare un bagno caldo, respirare in modo profondo oppure fare stretching.

Si consiglia poi di evitare alcol, sigarette, pasti abbondanti e caffeina nelle ore che precedono l’addormentamento: si consiglia inoltre di spegnere i dispositivi elettronici almeno due ore prima di mettersi a letto. Infine, è necessario eliminare dal proprio luogo di riposo tutte le cause che portano ad un’interruzione del sonno.